Lo storytelling come strumento di terapia con bambini e adolescenti


Ultimamente si sente spesso parlare di storytelling, di narrazione come cura di sè e come strumento di terapia, ma cos'è lo storytelling? e come si può utilizzare per intraprendere un percorso di conoscenza di sè?

Quando si parla di narrazione come cura di sè, non si può non pensare a Hillman:

"Immagino che la mente sia fondata (…) su quelle storie supreme, gli Dei, che costituiscono i modelli fondamentali del nostro agire, credere, conoscere, sentire e soffrire (…). E’ soltanto nelle storie che questi Dei si mostrano ancora. La mente è fondata nella sua stessa attività narrativa, nel suo fare fantasia. Questo “fare” è poiesis." (Hillman, 1983)

Da ciò è facile intuire come il racconto di sè, guidato nel modo corretto, possa diventare uno strumento terapeutico di cura, non solo per gli adulti, ma anche per i più piccoli.

Le storie aiutano a crescere, a sorridere quando si è tristi, a superare le paure, a fare compagnia rinforzando la relazione con chi le racconta, come scrive Daniel Kohen.

Il punto di forza delle storie è che caratterizzate da una comunicazione indiretta che agisce a livelli multipli di coscienza e proprio per questo raggiunge e orienta la mente inconscia dell'individuo favorendo in tempi brevi cambiamenti stabili e soddisfacenti. Storie, metafore, racconti, appartengono alla categoria degli interventi esperienziali di cui Milton Erickson è considerato uno dei più grandi maestri insieme a Carl Whitaker.

Il racconto che viene creato, attiva l'immaginazione e le storie create vengono poi condivise e riviste insieme, tutto ovviamente deve essere guidato da uno psicoterapeuta che riesca a dare significato e senso a quelle parole, sopratutto con bambini e adolescenti il cui mondo interno è spesso confuso e ricco di paure e angosce che possono essere elaborate proprio in questo momento.

I risvolti terapeutici sono molteplici, ad esempio:la proiezione del proprio mondo interno nelle storie raccontate, la condivisione di emozioni e sentimenti con il gruppo, la risoluzione di eventuali conflitti interni, il sentimento di unità gruppale…e molti altri ancora.

Nel caso foste interessati, nel prossimo articolo approfondirò ulteriormente l'argomento .

A presto

Dott.ssa Silvia Mauro

Post in evidenza
Post recenti
Archivio
Cerca per tag
Seguici
  • Facebook Basic Square
  • Twitter Basic Square
  • Google+ Basic Square